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SPIEGARE IL SEME DELLA VIOLENZA PER NON FARLO GERMOGLIARE


di Giovanna Bellini

Attraverso convegni itineranti multidisciplinari sviluppiamo da qualche anno il tema della similitudine tra la crudeltà perpetrata sugli animali e quella sull'uomo. Abbiamo raggruppato le varie iniziative sotto il nome "il Seme della Violenza", citando un film dell'America degli anni 50 con Glenn Ford.

Ci battiamo affinchè venga compreso quanto sia necessario cambiare la mentalità corrente che considera i crimini sugli animali reati di serie B e quanto al contempo sia importante saper riconoscere e prendere seriamente gli agiti violenti sugli animali compiuti dai bambini e dagli adolescenti.

In età evolutiva tali comportamenti possono rappresentare infatti una spia di abusi subiti, relazioni disfunzionali parentali o amicali, ed un indice di una possibile sviluppo di una personalità abusante in età adulta se non riconosciuti e bloccati. Gli agiti di crudeltà compiuti in età adulta infine rappresentano non solo un abominio morale ma anche un reato secondo il nostro codice penale (art. 544 c.p.), indicando spesso la pericolosità sociale dei soggetti che li commettono, basti pensare che il 30-40% dei casi chi ha commesso atti di violenza interpersonale ha commesso, in età adolescenziale, anche atti di crudeltà su animali e che molti predatori sessuali hanno una storia di abuso sessuale sugli animali, così molti serial killer sadici hanno compiuto gli stessi atti prima su vittime animali e poi su quelle umane. Importante inoltre il capitolo dei maltrattamenti in famiglia di cui spesso l'abuso sull'animale ne è una spia, così come un mezzo attraverso cui compiere violenza assistita sui minori.

Attraverso il percorso multidisciplinare de Il Seme della Violenza che include interventi di veterinari, psicologi dell'età evolutiva, psichiatri, criminologi, neurologi, penalisti, rappresentanti delle forze dell'ordine ed esperti di comunicazione, si cerca di far vedere con occhi diversi l'azione di crudeltà compiuta sull'animale e quanto questa sia una anello forte della catena del ciclo della violenza.Il perchè si diventi prima bambini e poi adulti violenti e come questa violenza si manifesti, non è infatti un qualcosa di circoscritto al comportamento del violento stesso e della vittima di violenze, ma assume le caratteristiche della base di un vero problema sociale.

Nella “ Dichiarazione di Siviglia” (UNESCO 1989) si legge che "Sebbene i geni abbiano un effetto sul funzionamento del sistema nervoso a tutti i livelli, essi forniscono un potenziale di sviluppo che può realizzarsi solo interagendo con l'ambiente ecologico e sociale...Tranne che in rari casi patologici i geni non producono individui necessariamente predisposti alla violenza...".

A breve ne parleremo ai genitori ed insegnanti di una scuola media e agli studenti di un Liceo di Pisa.

www.ilsemedellaviolenza.it




spiegare il seme della violenza per non farlo germogliare



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